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Cose da sapere sull'Eritrea

 


Cose da sapere sull'Eritrea

 

 


Sono al primo posto dell’emergenza migrazione, gli eritrei, un Paese  da cui si continua a fuggire senza tregua, a migliaia, ogni mese. Ma da cosa stanno fuggendo queste persone?

I numeri
Circa cinquemila persone ogni mese fuggono dall’Eritrea che, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità conta una popolazione di 6.333.000 abitanti. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, gli eritrei sono la popolazione più numerosa ad essere sbarcata sulle coste italiane seguiti dai Somali, Nigeriani, Siriani, Gambesi e Senegalesi. Secondo l’ UNHCR  solo nel 2014, i rifugiati eritrei erano 357.406. Di questi, centomila si trovavano in Sudan e circa altri 100mila in Etiopia.

Perché così tanti eritrei fuggono
Da anni gli eritrei lasciano il Paese per sottrarsi al regime del dittatore Isaias Afwerki. Più recentemente le fughe sono aumentate con l’intensificarsi della leva obbligatoria a tempo indefinito. Il rapporto dell’Alto Commissariato ONU dei Diritti Umani, pubblicato all’inizio di giugno informa che,  oltre ad essere obbligati al servizio militare obbligatorio a tempo indeterminato e la negazione di qualsiasi forma di espressione, "Il governo eritreo ha creato un clima di terrore in cui il dissenso è sistematicamente represso, la popolazione è costretta al lavoro forzato e a carcerazioni arbitrarie, tanto da potersi definire crimini contro l'umanità". Secondo il rapporto, “costretti a confontarsi con una situazione che sembra senza speranza, sentendosi impotenti, centinaia di migliaia di eritrei fuggono dal Paese. Disperati cercano una fuga attraverso il deserto, i Paesi vicini, devastati dalle guerre, e mari pericolosi, alla ricerca di una salvezza, rischiando di essere catturati, torturati e uccisi da trafficanti di esseri umani senza scrupoli”.

La storia in breve
L’inizio dell’occupazione italiana risale al 1879, con un periodo coloniale terminato nel 1941, in cui il Paese registrò una presenza italiana fortissima, nel censimento del 1939 solo ad Asmara furono censiti 53.000 Italiani su una popolazione totale di 98.000 abitanti. Dopo il 1941 l'Eritrea rimase sotto occupazione militare alleata fino al 1947 e divenne un protettorato britannico fino al 1952, quando le Nazioni Unite la dichiararono federata con l'Impero etiope. Il Paese ottenne l’indipendenza solo nel 1991, dopo una guerra durata 30 anni con l’Etiopia. Afwerki, co-fondatore del Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo, ha guidato la guerra per l’indipendenza e due anni dopo è diventato presidente a seguito di un referendum. È il leader del Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia (FPDG), l’unico partito ammesso all’interno del Paese. Nel 1998 è esploso un conflitto disastroso originato dalla disputa sull’appartenenza della città di Badme al confine tra Eritrea ed Etiopia, sfociato in una guerra durata due anni.

Situazione sanitaria
Nonostante sia uno dei Paesi più poveri al mondo, l’Eritrea sarebbe uno dei pochi che dovrebbe raggiungere gli obiettivi del Millennio per la Sanità. Secondo l’ONU la mortalità infantile sarebbe infatti diminuita notevolmente, così come la i vaccini sarebbero aumentati, i dati però sono stati giudicati eccessivamente ottimisti da diversi critici del governo, per altri, come per la giornalista britannica Michela Wrong, che si è occupata a lungo del Paese, è solo una prova che utilizzare i Millennium Development Goals, in realtà non è abbastanza per giudicare lo sviluppo di un Paese.

(Informazioni tratte da "Sei cose da sapere sull’Eritrea” di Ottavia Spaggiari 17 Agosto 2015)

 

Il lavoro de “Il Seme della Speranza” in Eritrea

 

- Nuovo Padiglione Maternità al Mini Hospital di Mogolò;

- Nuovi tukul di accoglienza al Mini Hospital di Mogolò;

- Realizzazione del Villaggio di tukul "Fre Tesfa - Il Seme della Speranza" a Mogolò

- Sostegno del "Programma di sostegno alimentare e terapeutico per bambini denutriti" al Mini Hospital di Mogolò.

In accordo con il “nostro” Vescovo Monsignor Thomas Osman, continueremo a sostenere i progetti richiesti di cui vi informeremo puntualmente dalle pagine del nostro sito.
Siamo orgogliosi di sottolineare come, grazie al vostro aiuto, amici e sostenitori, ogni centesimo donato è andato a buon fine per la realizzazione di quanto sopra: sono grandi opere che logicamente presuppongono continuità.
Persistiamo nel nostro lavoro confidando sull’aiuto di voi tutti.

Grazie a tutti!

I volontari de Il Seme della Speranza o.n.l.u.s.

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