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La guida


 
La guida




Il giorno era iniziato male e stava finendo peggio. Come al solito, l’autobus era molto affollato. Mentre venivo sballottata in tutte le direzioni, la tristezza cresceva.
Poi sentii una voce profonda provenire dalla parte anteriore dell’autobus: “Bella giornata, non è vero?”. A causa della folla non riuscivo a vedere l’uomo, ma lo sentivo descrivere il paesaggio primaverile, richiamando l’attenzione sulle cose che si avvicinavano: la chiesa, il parco, il cimitero, la caserma dei pompieri. Di lì a poco tutti i passeggeri guardavano fuori dal finestrino. L’entusiasmo era così contagioso che mi misi a sorridere per la prima volta nella giornata.
Arrivammo alla mia fermata. Dirigendomi con difficoltà verso la porta, diedi un’occhiata alla nostra “guida”: una figura grassottella, con la barba nera, gli occhiali da sole, con in mano un bastone bianco. Era cieco!
Scesi dall’autobus e, all’improvviso, tutta la mia tensione era svanita. Dio nella sua saggezza aveva mandato un cieco che mi aiutasse a vedere: a vedere che, sebbene a volte le cose vadano male, quando tutto sembra scuro e triste, il mondo continua ad essere bello.
Canticchiando un motivetto salii le scale del mio appartamento. Non vedevo l’ora di salutare mio marito con le parole “Bella giornata, non è vero?

                                                                                                   (da “365 piccole storie per l’anima” di Bruno Ferrero)

Allenati a vincere


 
Allenati a vincere





Un re, amante della caccia, ricevette in omaggio due piccoli falchi.

Li consegnò al maestro falconiere affinchè li addestrasse.

Trascorsi alcuni mesi, il maestro informò il re del fatto che uno dei falchi stava bene, mentre l’altro non si muoveva dal ramo sul quale lo aveva lasciato il giorno in cui era arrivato.

Il re chiamò fattucchieri e guaritori, affidò il falco alla cura dei membri della corte, ma nessuno riuscì a farlo volare.

Egli decise di offrire una ricompensa a chi fosse riuscito a far volare il falco.

La mattina seguente lo vide volare nei giardini.

Il re ordinò: “Portatemi l’autore di questo miracolo!

Si presentò un contadino che, intimidito, disse: “E’ stato facile, mio re. Mi sono limitato a tagliare il ramo e il falco è volato. Si è ricordato di avere le ali e ha spiccato il volo”.

Ostacoli, difficoltà, avversità si superano con riflessione, osservazione e senso comune.

Difficile, in qualunque grado, vuol pur sempre dire possibile.

 (da “Un momento, per favore!” di J. Maurus)

Umiltà


 
Quanto più sei

grande, tanto più

fatti umile


Nel mondo in cui viviamo il valore dell’umiltà è escluso da ogni considerazione. Domina il potente, viene ammirato chi riesce a prevalere, chi si afferma a ogni costo, chi si assicura una posizione anche ricorrendo a mezzi spregiudicati e privi di ogni scrupolo.

A capire il segreto dell’umiltà cristiana ci aiuta Gesù. Con la nota parabola dell’invito al pranzo di nozze, quando tutti si affollano ai primi posti e il padrone di casa è costretto a dire “cedi il tuo posto” ad altri invitati, osserva proprio il diffuso atteggiamento di primeggiare e coglie l’occasione per raccontare l’umiltà autenticamente umana.

L’intenzione non è quella di proporre una tattica per raggiungere il posto migliore, né di insegnare la buona educazione. E’ un invito a ricordare che un cristiano non gareggia per apparire ma cerca di mettersi al posto giusto e più idoneo al servizio anche se è l’ultimo.

Gesù propone addirittura al padrone di casa di invitare coloro che non possono ricambiare l’ospitalità: poveri, storpi, zoppi, ciechi. Questa è l’anima dell’umiltà cristiana perché queste persone non potranno rispondere all’invito con una reciprocità di mutua convenienza.

Proviamoci anche noi fidandoci degli insegnamenti di Cristo. Ne guadagneremo in serenità quotidiana.

(don Francesco Brugnaro)

 

Migrante

  


Migrante


 

Ci sarà il sole? O la pioggia? O nevischio madido come il sorriso posticcio del doganiere?

Dove mi vomiterà l’ultimo tunnel anfibio?

Nessuno sa il mio nome.

Tante mani attendono la prima rimessa, a casa. Ci sarà?

Il domani viene e va, giorni da relitti di spiaggia.

Forse mi indosserai, alghe cucite su falsi di stilisti, con marche invisibili: fabbriche in nero.

O souvenir sgargianti, distanti ma che ci legano, manufatti migranti, rolex contraffatti, l’uno contro l’altro, su marciapiedi senza volto.

I tappeti invogliano ma nessuna scritta dice: benvenuti.

Conchiglie di ciprea, coralli, scogliere di gesso, tutti una cosa sola al margine degli elementi.

Banchi di sabbia seguono i miei passi.

Banchi di sabbia di deserto, di sindoni incise dal fondo marino, poiché alcuni se ne sono andati cosi’, prima di ricevere una risposta.

Ci sarà il sole? O la pioggia?

Siamo approdati alla baia dei sogni.

 

                                                       Wole Soyinka (Nigeria)

 

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